Umberto, Umberto, ma devo proprio spiegarti tutto?
Soprassiederò sui tuoi gesti da monellaccio (li avessi fatti io sono sicura che la mia mamma sarebbe salita dritta sul palco e mi avrebbe dato un sonoro sculaccione, come quando avevo 7 anni).
Ma confondere così le parole dell’inno nazionale… un errore del genere, un ministro della Repubblica non dovrebbe proprio commetterlo.
Va bene, sono d’accordo con te e con milioni di nostri connazionali sul fatto che l’inno sia retorico, incomprensibile e la melodia una marcetta e nulla più. Però è l’unico inno che il nostro pazzo Paese possiede e chiunque si trovi a ricoprire un incarico istituzionale dovrebbe informarsi prima di fare brutte figure. In fondo non siamo mica un paese di cazzari, no?
Se vuoi conoscerne il significato, troverai esaurienti spiegazioni persino su internet, partendo dalla più semplice wikipedia.
Ma prima che ti esca di bocca un altro strafalcione, ricorda che nella strofa:
Dov’è la Vittoria?
le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
E’ la Vittoria che porge la chioma a Roma, non l’Italia!
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